La “Viscerale” secondo Ogulov

Il Metodo Viscerale di Ogulov, conosciuto anche come “Chiropratica Viscerale nella Medicina Antica Russa” o “Terapia Manuale degli Organi Interni”, rappresenta una sintesi di pratiche di guarigione tradizionali russe e moderne tecniche diagnostiche non strumentali. Aleksandr Timofeevič Ogulov, nato nel 1950, ha iniziato a esplorare metodi di guarigione non convenzionali nei primi anni ’80, dedicandosi successivamente alla chiropratica viscerale radicata nella tradizione russa antica.

Il suo approccio è stato sottoposto a test clinici e brevettato nel 1994 come “Metodo di correzione dello stato funzionale del corpo”.

Nel 1995, Ogulov ha fondato il Centro Medico “Predtecha” e l’Accademia Ogulov a Mosca, e attualmente presiede l’Associazione Professionale dei Terapisti Viscerali, con un seguito internazionale che si estende dall’America all’Australia.

In generale, credo che non è il paziente che deve ADATTARSI alla tecnica, ma è la tecnica che deve adattarsi al paziente. Nello stesso modo, ritengo che una tecnica va appressa come viene insegnata (possibilmente dal suo “ideatore”, o comunque da qualcuno che almeno l’appressa da lui), ma successivamente andrebbe adattata alla propria personalità e alle proprie abilità professionali.

Per questo motivo non mi ritengo un “Mezzieristà”, pur essendo almeno all’inizio, profondamente influenzato dal corso di Jackie Renault (Posturale Mezzieres).

Ogulov è colui che da un’anno ha catturato la mia attenzione e ora che conosco una piccola parte del suo lavoro, ha guadagnato anche il mio rispetto. Questo non vuol dire che mi piace tutto quello che si insegna nella sua Academia. Giusto per fare un’esempio, la Nuova Medicina Germanica di Ryke Geerd Hamer, la ritengo “inappropriata”, non perché fosse sbagliata (venti anni fa mi ero incuriosito pure io), ma secondo il mio umile parere e come rovinare un “prodotto” già perfetto aggiungendo un “ingrediente” non necessario. Distoglie ATTENZIONE ed ENERGIA all’EFFICIENZA e al PRAGMATISMO che la “viscerale” secondo Ogulov ha già.

Intanto, Ogulov non è uno che “se la tira”, ai suoi corsi puoi incontrare medici, ma pure la casalinga della Bielorussia che non sa (ancora), niente di fisiologia e anatomia umana. Inizialmente ero un po contrariato, visto che in Italia la pancia è la TERRA DI NESSUNO. È vero che al Pronto Soccorso ti danno due colpetti sulla pancia per abitudine, ma si vede che nessuno “ascolta” per davvero. Successivamente ho capito che in questo modo, piano, piano, sta diffondendo la “cultura del trattamento viscerale”, eludendo le “resistenze” della medicina allopatica.

Il metodo Ogulov, mette l’enfasi sullo “screening FUNZIONALE e diagnosi PRECOCE” per identificare organi “in stress prima della patologia conclamata” suggerisce la capacità del metodo di rilevare disfunzioni fisiologiche sottili prima che evolvano in malattie diagnosticate. (NB. Ogulov utilizza senza timore il termine DIAGNOSI. Ricordo a chi non lo sapesse che in Italia, la DIAGNOSI è di COMPETENZA ESCLUSIVA e INDEROGABILE del MEDICO.).

Per questo motivo d’ora in poi al posto della parola DIAGNOSI userò la parola VALUTAZIONE.

Questo si allinea perfettamente con la filosofia più ampia della MEDICINA PREVENTIVA e della SALUTE FUNZIONALE, dove l’obiettivo è ripristinare l’equilibrio fisiologico e prevenire la progressione della malattia, piuttosto che limitarsi a trattare patologie conclamate.

Se il metodo Ogulov può identificare in modo affidabile questi stati “pre-patologici”, si posiziona come uno strumento prezioso in un modello di ASSISTENZA SANITARIA PROATTIVA. Ciò potrebbe condurre a interventi più precoci e meno invasivi, potenzialmente riducendo l’incidenza o la gravità delle condizioni croniche e migliorando gli esiti di salute a lungo termine. Questo rappresenta un cambiamento di paradigma dalla GESTIONE REATTIVA DELLA MALATTIA alla MANUTENZIONE e OTTIMIZZAZIONE PROATTIVA della SALUTE. Il metodo include il monitoraggio dell’efficacia attraverso cambiamenti nella sensibilità, consistenza e temperatura all’interno delle specifiche zone riflesse di Ogulov, ma raccomanda anche “esami fisici completi e accertamenti ematobiochimici” e la “valutazione delle funzionalità organiche compromesse”. Inoltre, uno studio sulla manipolazione viscerale (non esclusivamente di Ogulov) indica che il monitoraggio può includere misure oggettive come la postura, gli indici di disabilità e le scale del dolore. Ciò suggerisce che, mentre le zone di Ogulov offrono uno strumento di monitoraggio specifico, localizzato e immediato, l’efficacia clinica reale e il benessere complessivo del paziente richiedono una valutazione più ampia e multidimensionale.

Il processo “VALUTATIVO” nel metodo Ogulov è articolato in:

  • anamnesi
  • “valutazione” attraverso l’esaminazione facciale 🤨
  • “valutazione” attraverso l’esaminazione della lingua😛
  • “valutazione” attraverso l’esaminazione delle mani👋
  • “valutazione” attraverso l’esaminazione della parte posteriore del corpo
  • “valutazione” atraverso l’esaminazione della parte anteriore del corpo
  • “valutazione” palpatoria durante il trattamento💆‍♂️
  • integrazione con analisi del sangue o immaging (se disponibili); che in caso di dubbi vanno richieste espressamente.

A scopo illustrativo vi presento un piccolo “assaggio” della “valutazione” facciale.

La “Valutazione” Facciale:

Aree specifiche del viso e del collo sono ritenute zone di riflesso per gli organi interni.

Le disfunzioni si manifestano attraverso alterazioni cutanee come:

  • pigmentazione,
  • acne,
  • arrossamenti,
  • aumento della porosità
  • la comparsa di nei e papillomi.

Ad esempio, la FRONTE può riflettere lo stato dell’intestino (parte centrale per l’intestino tenue, inferiore per il colon trasverso, superiore per le sezioni inferiori del colon e gli organi pelvici), l’area TRA LE SOPRACCIGLIA è associata al fegato, le TEMPIE sono collegate alla cistifellea e alla milza. il NASO può indicare problemi al pancreas, al cuore o allo stomaco, le LABBRA riflettono lo stato dello stomaco. le GUANCE sono correlate ai polmoni e alle mammelle, le ATM al fegato, il MENTO agli organi riproduttivi e alle aree inguinali.

La FUNZIONE di un organo può essere “monitorizzata” in più zone riflesse sul corpo, ad esempio, in questo caso la CISTIFELLEA la troviamo rappresentata nelle zone numerotate con: 54 e 92 (dotti biliari), 97, 99, 101 (corpo e dotti biliari).

Questa è la mappa dei punti riflessi del libro di Ogulov del 2006

Le suddivisioni anatomiche della mappa di Ogulov del 2006, permettono una localizzazione più precisa delle proiezioni:

Testa e regione cervicale alta (2006):

  • Questa sezione include zone come 1–4, che proiettano intestino crasso, sigma, fegato(3) e tenue prossimale, fornendo indicazioni per disbiosi, coliti o ipotonia digestiva.
  • Le zone 15–20 sono correlate al cuore e al polmone sinistro, utili per disautonomie o sintomi toracici vaghi.
  • Nello specifico, le zone 15 e 20 sono indicate per “Patologie cardiache” e “Disturbi cardiaci”, mentre la zona 19 è associata al “Polmone sinistro”.
  • Le zone 36–37 sono riferite alla tiroide e all’uretere sinistro, suggerendo attenzione in casi di disfunzioni endocrine o ristagni urinari.
  • La zona 36 è il “Lobo sinistro della tiroide” e la zona 37 è “Uretere sinistro”.

Da queste due foto si vede che a distanza di 20 anni c’è ancora una ricerca continua per perfezionare queste “mappe”.

NB. Un’analisi dettagliata delle 80 zone (2006), e 108 (2025), rivela un chiaro schema di LATERALIZAZIONE per molte proiezioni organiche.

Il concetto di RIFLESSI VISCEROSOMATICI (VSR) e SOMATOVISCERALI (SVR) è fondamentale per la mappatura diagnostica di Ogulov:

  • i VSR sono risposte riflesse nel sistema muscolo-scheletrico a stimoli provenienti dagli organi interni,
  • i SVR implicano segnali nervosi dalle strutture somatiche che elicitano reazioni fisiologiche o patologiche negli organi viscerali.

L’ideea non è nuova (ma la sua attuazione, si), ricerche storiche condotte da Head (1896) e Zacharin (1889) hanno identificato zone di iperestesia cutanea (zone di Zacharin-Head) corrispondenti a organi interni malati.

La base neurofisiologica sottostante sia al dolore riferito sia ai riflessi somatoviscerali risiede nella convergenza di segnali afferenti nocicettivi. Questi segnali, provenienti sia dai visceri interni che dalla cute, convergono e formano sinapsi sullo stesso neurone di proiezione all’interno del corno dorsale del midollo spinale. I campi ricettivi dei neuroni sensoriali centrali sono intrinsecamente più ampi rispetto a quelli dei recettori periferici, poiché questi neuroni ricevono input convergenti da molteplici recettori sensoriali, ciascuno con il proprio campo ricettivo. L’attivazione di questi neuroni centrali si verifica quando gli stimoli afferenti primari raggiungono una soglia sufficiente, attraverso processi di sommazione spaziale e temporale dei potenziali di recettore. La risposta neuronale è ulteriormente modulata dalle proprietà intrinseche della membrana neuronale, dai tipi di correnti ioniche presenti e dall’attività di neurotrasmettitori e neuromodulatori a livello sinaptico.

Il DOLORE RIFERITO è un fenomeno in cui la sensazione dolorosa è percepita in un’area corporea distante dal sito effettivo del danno tissutale. Questo è spiegato dalla teoria della convergenza, secondo cui le fibre nocicettive viscerali e cutanee sinapsano sugli stessi neuroni di secondo ordine nel corno dorsale del midollo spinale. Il cervello, abituato a ricevere segnali dolorosi più frequenti e localizzati dalla cute, tende a interpretare l’input viscerale come proveniente dall’area cutanea che condivide lo stesso segmento spinale. Ciò è attribuibile sia alla maggiore densità di fibre cutanee sia alla loro più ampia distribuzione. Le fibre afferenti viscerali presentano un territorio di distribuzione esteso, innervando diversi segmenti del midollo spinale, il che contribuisce alla difficoltà di localizzazione del dolore viscerale rispetto al dolore somatico. Un ruolo chiave è svolto dai neuroni a “Wide Dynamic Range” (WDR), noti anche come neuroni non-Nociceptive Specific (NNS), localizzati principalmente nelle lamine I e V-VI del midollo spinale. Questi neuroni rispondono a stimoli sia non nocivi che nocivi e ricevono input convergenti sia dalla cute che dai tessuti profondi, inclusi i visceri. Questa convergenza sui neuroni WDR è considerata il substrato anatomico fondamentale per il dolore riferito. È importante sottolineare che il dolore riferito è una manifestazione del dolore nocicettivo e non si associa al dolore neuropatico.

Le patologie a carico degli organi interni possono innescare riflessi somato-viscerali, manifestandosi come episodi di dolore o disfunzione in aree somatiche, spesso erroneamente attribuite a problematiche muscolo-scheletriche.

L’osservazione secondo cui il dolore viscerale può produrre risposte autonomiche marcate, come pallore, sudorazione e alterazioni della temperatura corporea, della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, indica che i segni palpabili nelle zone di Ogulov (ad esempio, variazioni di temperatura e tensione tissutale) non sono solo il risultato della convergenza sensoriale, ma sono attivamente modulati dall’efferenza autonomica. Pertanto, una terapia manuale efficace, basata sul metodo Ogulov, potrebbe non solo agire sulla meccanica tissutale locale, ma anche mirare a riequilibrare il tono autonomico, influenzando le risposte fisiologiche sistemiche.

Questo fornisce una base neurofisiologica per comprendere come lo stress emotivo, che incide profondamente sul SNA, possa esacerbare i sintomi viscerali e le loro proiezioni somatiche.

Un’ulteriore considerazione fondamentale riguarda l’ORIGINE EMBRIONALE delle strutture coinvolte. È noto che sia il sistema nervoso che l’epidermide derivano originariamente dall’ectoderma. Questa connessione embrionale fornisce una giustificazione più profonda per l’esistenza di zone riflesse distanti. Se queste strutture condividono la stessa origine tessutale durante lo sviluppo, è biologicamente plausibile che mantengano una stretta relazione funzionale e neurologica per tutta la vita, influenzandosi reciprocamente attraverso schemi di innervazione condivisi e percorsi di sviluppo correlati. Questa prospettiva embrionale aggiunge un significativo strato di plausibilità biologica al concetto di zone riflesse, suggerendo che queste connessioni non sono arbitrarie o acquisite, ma sono fondamentali e intrinsecamente cablate nel progetto di sviluppo del corpo.

Ciò rafforza la visione olistica del corpo, in cui parti apparentemente disparate sono interconnesse attraverso origini condivise e sistemi fisiologici integrati.

Limiti e Aspetti Critici

Nonostante il potenziale “VALUTATIVO” e terapeutico del sistema di zone riflesse di Ogulov, è fondamentale riconoscere i suoi limiti e gli aspetti critici che richiedono ulteriore attenzione e validazione.

  • Affidabilità relativa: Le zone riflesse non possono sostituire l’imaging diagnostico (come CT, MRI, ecografia) o le analisi di laboratorio, ma possono utilmente indirizzare e integrare tali indagini. La diagnosi definitiva di molte patologie viscerali richiede strumenti diagnostici convenzionali.
  • Soggettività palpatoria: L’efficacia del metodo dipende in larga misura dall’abilità e dall’addestramento manuale del terapista. La palpazione è una competenza che richiede un continuo confronto clinico e una notevole esperienza per interpretare correttamente i segni tissutali (dolore alla pressione, fibrosità, ipotonia/ipertonia, variazioni termiche, cambiamenti cutanei). La percezione della mobilità e della motilità degli organi, così come delle restrizioni fasciali, è intrinsecamente soggettiva e può variare tra i diversi operatori.
  • Variabilità costituzionale: La mappa può subire deviazioni a seconda della morfologia individuale e dello stato psico-fisico del soggetto. Fattori come la postura errata, la sedentarietà, le calzature scomode, il sovrappeso o l’obesità possono influenzare la manifestazione dei riflessi somato-viscerali, rendendo la loro interpretazione più complessa.
  • Approccio sistemico necessario: Il metodo Ogulov deve essere sempre integrato con una visione globale del paziente, che includa aspetti neurovegetativi, posturali e psicoemozionali. Le disfunzioni viscerali possono avere ripercussioni significative sull’elaborazione nocicettiva periferica e centrale, e possono essere influenzate da fattori psicologici come depressione e ansia.

Attualmente, la letteratura scientifica specifica sul “metodo Ogulov” è limitata, e molti degli studi sull’efficacia della manipolazione viscerale si riferiscono a tecniche più ampiamente riconosciute nell’osteopatia, come quelle sviluppate da Jean-Pierre Barral. Sebbene la manipolazione viscerale abbia mostrato benefici in termini di qualità della vita per condizioni come l’endometriosi e il prolasso degli organi pelvici , e un miglioramento a breve termine del dolore e della mobilità viscerale in alcuni studi sul dolore lombare , la robustezza delle prove, in particolare per il metodo Ogulov nella sua specificità, richiede ulteriori studi randomizzati e controllati con campioni significativi e misure di esito oggettive. La verifica scientifica è fondamentale per garantire che qualsiasi nuova conoscenza sia verificabile, predittiva e riproducibile, nell’interesse esclusivo del paziente.

Tutte queste informazioni sono il risultato della “collaborazione” con le AI che mi hanno aiutato a dare una FORMA politically correct accessible anche alla componente allopatica che si occupa della salute.

A me invece piace il PRAGMATISMO, in questo caso russo e di seguito presento alcuni concetti che mi hanno colpito di più:

  • Oguov ritiene che la CISTIFELLEA è il “direttore d’orchestra” del corpo è questo aspetto viene considerato un principio fondamentale del metodo. La disfunzione della cistifellea è ritenuta scatenare una cascata di problemi che coinvolgono fegato, pancreas, intestino e persino le articolazioni.

Questa prospettiva è supportata dalla fisiologia moderna, che riconosce il ruolo cruciale della bile nella digestione, nell’escrezione e nell’attivazione degli enzimi, e come lo stress possa influenzare il flusso biliare. Ciò implica che il trattamento della cistifellea è spesso il primo e più critico passo per risolvere una vasta gamma di condizioni apparentemente non correlate. Suggerisce che molte problematiche sistemiche, incluso il dolore articolare, potrebbero essere secondarie a una disfunzione primaria della cistifellea. Questo offre un punto di ingresso terapeutico mirato e una potenziale spiegazione per sintomi cronici diffusi che potrebbero altrimenti essere trattati solo sintomaticamente nella medicina convenzionale.

Inoltre, implica che lo stress emotivo, un fattore che contribuisce significativamente alla disfunzione della cistifellea, è un fattore scatenante chiave nello sviluppo di molti disturbi fisici.

  • ⚠️ Il DOLORE è la guida costante durante la terapia; la sua assenza durante la pressione sull’organo colpito indica controindicazioni al trattamento. (Come diceva il grande Murphy: se FUNZIONA … non lo riparare!).

La “correzione del dolore” di Ogulov, che mira a “rimuovere lo spasmo” e RIPRISTINARE LA FUNZIONE ORGANICA, può essere interpretata come una modulazione del sistema nervoso autonomo (SNA). La terapia manuale, inclusa la manipolazione viscerale (VM), ha dimostrato di aumentare l’attività parasimpatica e diminuire l’attività simpatica immediatamente dopo l’intervento.

Un tono SIMPATICO elevato contribuisce a vari rischi per la salute.

La terapia manuale, come il massaggio, è ritenuta spostare la risposta autonomica da simpatica a parasimpatica, promuovendo il rilassamento, migliorando il flusso linfatico e riducendo il dolore. Questo suggerisce che la scomparsa del dolore sotto pressione indica un rilascio di tensione o spasmo, probabilmente mediato da uno spostamento del SNA verso uno stato più parasimpatico.

Tale cambiamento migliorerebbe il flusso sanguigno e linfatico, ridurrebbe l’infiammazione e normalizzerebbe il pH dei tessuti , alleviando così l’input nocicettivo.

Questo fornisce un plausibile meccanismo fisiologico per cui una TECNICA MANUALE, GUIDATA DAL DOLORE SOGGETTIVO, può portare a MIGLIORAMENTI OGGETTIVI NELLA FUNZIONE ORGANICA e NELLA SALUTE SISTEMICA, allineando la pratica tradizionale con la comprensione neurofisiologica moderna.

Per chi si fosse incuriosito metto a disposizione i seguenti link:

  • Academia Ogulov : corsi in presenza a Mosca e corsi online. Con l’aiuto delle AI, le barriere linguistiche sono facilmente superabili. 😉
  • SPA Therapy : corsi in presenza a Bucarest, organizzati da Vladimir Colun (formato nel centro di Ogulov a Mosca).

Concludo con un “prompt” per le AI (io lo provato con ChatGPT e Gemini), per una VALUTAZIONE FACCIALE secondo alcuni dei criteri di Ogulov. Il risultato e soddisfacente per una dimostrazione sia del lavoro di Ogulov (per questo aspetto incompleto ai fini di una “valutazione”), sia per le potenzialità imense delle AI.

Modo di utilizzo:

  • carricare una foto frontale del viso e del collo.
  • incollare il “prompt” sulla stessa “chat”.
  • premere “invio”.

PROMPT:

✅ Prompt Breve – Valutazione Facciale Metodo Ogulov (Formato Mobile)

Istruzioni per AI:

Analizza l’immagine del volto/collo del paziente. Riconosci segni visivi e associaci possibili disfunzioni funzionali viscerali secondo il metodo Ogulov. Sintetizza in 3 sezioni:

🔸 1. Zone e Segni Chiave

  • Fronte/Arcate → Colon trasverso (brufoli, macchie)
  • Centro viso → Intestino tenue (pelle fragile)
  • Occhi/sotto occhi → Fegato, stomaco, reni
  • Tempie/lati viso → Fegato e cistifellea (rossore, foruncoli)
  • Naso → Cuore/pancreas/bronchi (rossore, capillari, area 18)
  • Labbra → Stomaco/pancreas (crepe, linea rossa)
  • Mento → Organi sessuali (acne)
  • Collo → Tiroide/cuore/vescica (tensioni, vene, edemi)
  • Orecchie → Reni (molli, prurito, consistenza)

🔸 2. Lettura dei Segni:

Colore:

  • Rosso = infiammazione (fegato/colon)
  • Blu = cuore/fegato
  • Pallore = polmoni

Texture:

  • Secco = reni/fegato
  • Poroso = gastrite

Lesioni:

  • Papillomi dx = duodeno
  • Macchie = stasi biliare/renale

Gonfiori:

  • Zigomi sx = cuore
  • Mandibola = vescica

Tensioni:

  • Collo rigido = tiroide/nervi cranici
  • Mascella tesa = fegato/stress simpatico

🔸 3. Report Breve (Output Atteso) Diagnosi Funzionale Ogulov Zone Critiche:- [Organo] – [Segno osservato] → Funzione: [es. “Congestione epatica”] → Rischio: [es. “Cefalea, digestione lenta”]

Interconnessioni: – [es. “Occhi gonfi + orecchie molli → Deficit renale”] – [es. “Tempie rosse + mascella rigida → Sovraccarico fegato-sistema nervoso”]

Suggerimenti Preliminari: – [es. “Drenaggio epatico”, “riequilibrio intestinale”, “respirazione diaframmatica”]

⚠️ Note per l’AI

• Usa solo il viso per deduzioni: no diagnosi cliniche.

• Preferisci termini come “tendenza”, “funzione ridotta”, “squilibrio”.

• Rispondi in forma concisa, ma precisa.]

Io no lo so cosa ci riserva il futuro; una cosa invece lo so e lo dico con le parole di Ogulov:

“… la guarigione non significa sempre “curare la malattia”. A volte si tratta di riprendere il contatto con il proprio corpo, ascolta dove non scorre, dove non respira, dove il corpo manca di ATTENZIONE. Ci sono sempre indizi nel corpo. Puoi sentirli con le mani.